02/07/2008

Munsell Color System (VII parte) - Chart Y

In questo post abbiamo visto la posizione dei pigmenti ad acquarello Maimeri Venezia nello spazio colorimetrico di Munsell. Ora proviamo a costruire la chart Y (quella del Giallo) con i pigmenti a nostra disposizione. 

In questa chart utilizzeremo i seguenti colori: giallo indiano, ocra gialla, terra di siena naturale e terra ombra naturale. 

Il Giallo indiano ha tono 8 e saturazione 11. Ocra gialla ha tono 7 e saturazione 9. Terra di siena naturale ha tono 6 e saturazione 6. Terra ombra naturale ha tono 2 e saturazione 1. Iniziamo a posizionare questi pigmenti sulla chart. 

Mischiando giallo indiano e ocra gialla otteniamo il colore in posizione 7/10. 

Mischiando giallo indiano e bianco otteniamo il colore in posizione 9/3. 

Mischiando ocra gialla e terra di siena naturale otteniamo i colori 7/8 7/7.

Mischiando terra di siena naturale e terra d'ombra naturale otteniamo i colori 5/5, 4/3, 3/3, 3/2.

Mischiando terra d'ombra naturale e nero otteniamo il colore 1/1.

A questo punto mischiando il giallo indianocon il grigio di tono 8 in diverse percentuali otterremo la striscia di colori in figura. Qui è possibile utilizzare, come vedremo, anche il complementare del giallo indiano a patto che sia sempre di tono 8. Mischiare il giallo indiano con il viola non solo altera il tono (visto che il tono del viola è molto basso) ma provoca anche uno shift del colore.

Continuando il procedimento per ogni tono otteniamo la chart riportata sotto. 

Quando si vuole dipingere l'ombra di un oggetto giallo (diciamo un limone) quello che intuitivamente si fa è mischiarlo con il complementare il viola. Non solo questo altera il tono ma modifica anche lo hue. In questi casi è meglio scurire il giallo con colori ocra, terra di siena naturale e terra d'ombra naturale.

Per le prossime chart (YR, GY, ecc) riporterò solo la chart finale perchè il procedimento di costruzione è uguale a quello che vi ho appena mostrato.  Quando avrò mostrato tutte le chart potremo anche iniziare a mettere in relazione i colori tra loro, scoprire ad esempio come si mischia il vero complementare del giallo indiano e utilizzare esso per regolare la saturazione. Quqesto è molto importante soprattutto per i colori ad acquarello dove non utilizzando il bianco risulta difficile avere una scala di grigi. Questo problema, invece, non si pone con i colori ad olio, acrilico ecc.

 

Post correlati 

Munsell Color System (part I) 

Munsell Color System (part II)

Munsell Color System (part III)

Munsell Color System (part IV)

Munsell Color System (part V)

Munsell Color System (part VI)

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29/02/2008

Munsell Color System (VI parte) - Pratica

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Il modello di Munsell discusso in passato è un modo di organizzare i colori. Il modello, in se, è abbastanza complesso, basti pensare che il sistema prevede 100 hue, 17 chroma e 11 toni per un totale di 18700 colori (questo è un limite max perchè i valori di chroma non sono 17 per tutti gli hue e toni). Ora immaginate di voler fare delle chart (cioè tabelle di colori) con 18700 tinte. Una pazzia. Se vi servono tutti i colori fate prima a comprarvi il libro. Quest'ultimo o le charts che ho pubblicato io sul blog (che hanno solo 40 hue) possono aiutarvi a posizionare i pigmenti dei vostri colori nello spazio colorimetrico. Io, ad esempio, ho fatto questo esperimento con i colori ad acquarello Maimeri Venezia (non voglio fare pubblicità, giusto per prendere in esame un brand facilmente trovabile nei negozi italiani) e questo è stato il risultato.

 

Giallo Indiano = 5Y 8/11    (8=tono, 11=saturazione)
Ocra Gialla = 2.5Y 7/9 
Terra di Siena Naturale = 2.5Y 6/6
Terra Ombra Naturale = 10 YR 2/1 (da ricordarsi che 10 YR coincide con 0 Y)
Arancio Permanente = 2.5YR 7/10
Terra di Siena Bruciata = 0 YR 3/7 (0YR coincide con 10 R)
Terra Ombra Bruciata = 2.5 YR 1/1
Giallo Primario = 2.5 GY 9/12
Oltremare Celeste = 7.5 PB 3/13
Rosso Primario Magenta = 2.5 RP 5/15 
Lacca Cremisi = 5R 5/16
Scarlatto = 10 RP 5/17 (da ricordarsi che 10 RP coincide con 0 R)
Blu Cyan Primario = 2.5 PB 4/8
Verde Ftalo =  10 GY 6/14 (10 GY coincide con 0 G)
Verde Vescica =  10 GY 4/5
Verde Permanente Chiaro = 7.5 GY 7/13 

Ho realizzato anche una ruota cromatica con questi pigmenti che spero di pubblicare su questo post non appena avrò trasferito le immagini sul computer. Le ruote in realtà sono 2:

1. vista dall'alto in cui si vede per ciascun pigmenti la posizione in base a hue e croma (saturazione);

2. vista laterale in cui si vede  per ciascun pigmento la posizione in base al tono;

Spero di aggiungere su queste due ruote altri pigmenti. A questo punto cosa fare per realizzare delle charts che siano realmente utile ad un'artista?

I passi da compiere sono essenzialmente 2:

1. realizzare la scala dei toni di grigi mischiando nero avorio e bianco titanio.  Prendete come riferimento la seguente immagine. Attenzione che il nero avorio mischiato con il bianco tende al blu. Per il tono 0 usate nero avorio assoluto, per gli altri mischiate al nero avorio poca terra d'ombra bruciata e poi bianco. Alcuni brand, come Liquitex, vendono i grigi di Munsell già pronti.

2. Realizzare per ciascuno hue una chart. Frank Reilly suggeriva ai suoi studenti, per semplicità, solo 10 hue (Y, YR, ecc), 11 toni (quelli classici) e un numero a piacere di chroma da 3 a 12 a seconda di quanta precisione si desiderava.

Nei prox giorni continueremo questo discorso, magari alternandolo ad altri temi un pò meno teorici e più pratici. Nel frattempo, per chi non l'avesse fatto, leggete i precedenti post sul modello di Munsell.

Leggete i precedenti post sul modello di Munsell.

Post 1 

Post 2

Post 3

Post 4

Post 5

Alcuni pittori che utilizzano il sistema di Munsell 

Frank Reilly

Frank Faragasso

Doug Higgins

Frank Covino

Michael Georges

A questo link Michael Georges spiega il modello di Munsell e la sua applicazione pratica, che ha imparato da Frank Covino a sua volta studente di Frank Reilly. 

 

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22/02/2007

Tavolozza Limitata

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Dipingere non è cosa semplice. Disegnare sicuramente lo è di più. L'imbarazzo del principiante è quello di gestire i colori. Tipicamente siamo abituati a tavolozze che vanno dai 6 ai 14 o 15 colori. A partire da oggi vorrei iniziare a pubblicare dei post sulla costruzione di tavolozze. Fino ad oggi tra le proprietà dei colori abbiamo parlato di saturazione (o brillantezza), tono e valore. Abbiamo fanno qualche accenno anche alla temperatura ma per ora tralasciamola. Un buon consiglio per chi inizia a dipingere è l'uso di soli 3 colori primari: rosso, giallo e blu; più bianco e nero. Nella figura noterete come mischiando blu e e giallo abbia ottenuto tre miscele intermedie di verde. Stessa cosa tra giallo e rosso e tra rosso e blu. La riduzione dell'intensità può avvenire con il complementare ma c'è un'alternativa più pratica quando si utilizza la tavolozza con 3 soli colori: il bistro. Che cos'è il bistro? E' una miscela neutrale ottenuta mediante la mistione di tutti i tre colori binari. Questo colore può essere utilizzato per ridurre l'intensità o saturazione di un colore. Provate a vedere cosa accade mischiando ciascun colore riportato in figura con il bistro. Poi provate ad osservare cosa accade quando mischiate questi colori con bianco e nero. L'esercizio sarà un pò noioso ma vi tornerà utile.

Nella scelta dei colori scegliete possibilmente colori pur, cioè colori con un solo pigmento.

Se poi scegliete tutti colori trasparenti (il fattore di trasparenza è riportato sul tubetto dei colori) eccetto il bianco ovviamente potete ottenere una tavolozza con cui realizzare dipinti nello stile degli antichi maestri con la tecnica del grasso su magro. Su questo, però, scriverò un tutorial a parte. 

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19/02/2007

Il Bianco e Il Nero

Non temete non voglio parlarvi della Juventus o del Siena o dell'Ascoli :-)

Spesso le pareti di casa nostra sono dipinte di bianco. Se lo chiediamo a qualcuno ci dirà sicuramente che il colore è bianco. Provate ora ad mettere un foglio bianco vicino alla parete bianca. Cosa accade? Probabilmente il foglio vi sembrerà più bianco. Ci sarà sicuramente in natura qualcos'altro che vi sembrerà più bianco del foglio.

Il Bianco non esiste in natura.

Da un punto di vista fisico la definizione dovrebbe essere un' altra ma lasciamo perdere.

Quando dipingiamo un oggetto che ci sembra bianco ponetevi delle domande. Anche le cose che sembrano bianchissime contengono in realtà piccolissime componenti di altri colori. Questo accade per le nuvole dove possiamo trovare colori che vanno da giallo al carminio. Questo vale per le aree di massima luce in cui troviamo il complementoare del colore dell'oggetto (con eccezioni). Ma gli esempi sono innumerevoli.

Spesso utilizziamo il bianco per schiarire un colore, cioè aumentarne il tono. Bisogna ricordarsi, però, che l'aggiunta del bianco riduce anche l'intensità e raffredda i colori.

Stesso discorso si può fare per il nero. Anche il Nero non esiste in natura. Gli impressionisti addirittura evitavano di utilizzare questo colore nella loro tavolozza, perchè non si armonizzava con altri colori. Se pensiamo al Nero di Marte     (Ossido di ferro sintetico PR101) forse avevano anche ragione. Essi preferivano miscele come blu oltremare e terra d'ombra bruciata oppure la mistione dei 3 primari ecc. 

Il nero lo utilizziamo a volte per scurire un colore, cioè ridurne il tono. Con alcuni colori, come il giallo, si ottengono però tinte che tendono al verde. Questo accade soprattutto con il nero di avorio che ha una piccola componente di blu (parlo del brand Maimeri, vedi post precedente). Allo stesso tempo, però, il nero riduce l'intensità e raffredda i colori.

E' possibile schiarire o scurire i colori senza modificare pesantemente l'intensità ... ma di questo parleremo in seguito.

Di colori bianchi e neri ne esistono diversi a seconda dei brand. Imparate a distinguerli dai pigmenti, tutto risulterà più semplice. 

23:50 Scritto in Teoria dei Colori | Link permanente | Commenti (0) | Manda | Tag: bianco, nero, teoria colori

11/02/2007

Pigmenti nei Colori

In commercio esistono numerosi brand: Maimeri, Windosor & Newton, Rembrandt e altri ancora. Un colore con lo stesso nome può essere completamente diverso da un brand all'altro. Purtroppo, molti artisti si lasciano ingannare da questi nomi e raramente, invece, prendono in considerazione la composizione dei pigmenti.

Questa composizione la trovate scritta dietro a ogni tubicino di colore. Ad esempio, per la gamma dei colori Mameri Classico, dietro al tubetto di colore di Giallo di Napoli Chiaro c'è scritto:

- Ossido di Zinco PW4

- Giallo arilide PY97

- Ossido di Ferro sintetico PY42 

Da queste informazioni si evince che:

1. Non è un colore puro. E' un colore ottenuto mediante la mistione di 3 pigmenti trattati in un certo modo. Un colore quando viene mischiato ad un altro perde sempre la sua purezza. I colori puri sono composti da 1 solo pigmento. I colori puri spesso vengono scelti per creare le proprie tavolozze (ma di questo parleremo più avanti);

2. Se il colore non è puro è possibile che si possa imitare più o meno accuratamente mediante la mistione di colori puri ciascuno contenente uno dei pigmenti della formula. Ad esempio, Ossido di Zinco PW4 è il pigmento del Bianco di Zinco della gamma Maimeri Puro (da non confondere con Maimeri Classico), Giallo arilide PY97 è  il pigmento del Giallo Primario nella gamma Maimeri Puro e, infine, Ossido di Ferro sintetico PY42 è il pigmento di Arancio (o Giallo) di Marte. 

Quindi una possibile imitazione del colore si potrebbe ottenere mischiando: Giallo Primario + Bianco di Zinco + Arancio (o Giallo) di Marte.

A questo link trovate due tabelline che ho scritto io e che sintetizzano i colori puri di Maimeri Classico (in nero). Ho elencato poi i colori composti e ho provato a dare una ricetta di mistione per ognuno di essi in base ai pigmenti della composizione. Purtroppo alcuni pigmenti puri non sono presenti nella gamma Maimeri Classico, quindi ho dovuti prenderli dalla gamma Maimeri Puro e sono i colori scritti in azzurro.

Le informazioni sui pigmenti dei colori della gamma di Maimeri Classico li trovate qui, basta cliccare su ciascun colore. Quelli della gamma Maimeri Puro li trovate qui.

Noterete che per un medesimo pigmento ci sono più colori (vedi la gamma dei gialli di cadmio). Bisogna considerare, in questi casi, che ci sono lavorazioni differenti che consentono di ottenere tinte diverse a partire dallo stesso pigmento.

Ecco perchè le ricette ricavate dall'elenco dei pigmenti forniscono solo un'imitazione approssimata, proprio perchè non tengono conto di alterazioni che avvengono nel processo produttivo.

La conoscenza dei pigmenti è importante e ha vaste aree di utilizzo. Aiuta a capire come imitare un colore composto (con tutti i limiti del caso). Aiuta a capire come replicare un colore di un brand utilizzando i colori di un altro brand. Aiuta a scegliere i colori giusti per creare la propria tavolozza ... ma di questo parleremo in un post successivo.

 

Aggiornamento del 12/2/2007

Dimeticavo di dirvi che nelle formule di mistioni riportate nel documento word di google non ho trovato un corrispondente colore puro per i seguenti pigmenti: Isoindolinone PY139,  Benzimidazolone P062,  Benzimidazolone p036,  Giallo Hansa gpy1 e  Naftolo as pr146. Se proprio vi interessa potete provare a cercare i colori puri contenenti questi pigmenti in alri brand.

20:50 Scritto in Teoria dei Colori | Link permanente | Commenti (0) | Manda | Tag: pigmenti, colori, composizione chimica colori

06/01/2007

Campitura

Da qualche parte avrò letto che Monet era capace di indovinare l'ora del giorno dal colore che assumeva un muro fuori dal suo studio. Non so se questa storia è vera o sono le classiche leggende che si creano su personaggi di un certo rilievo, fatto sta che la luce presenta al mattino in una giornata calda è diversa dalla luce pomeridiana in una giornata piovosa. Penso che su questo siamo tutti d'accordo. La luce relativa ad un dato luogo è essenzialmente influenzata da 3 fattori: condizione atmosferiche, ora del giorno e stagione. Cogliere e stabilire le caratteristiche di questa luce è fondamentale quando si pianifica un dipinto soprattutto per definire lo stato d'animo che si vuole trasmettere all'osservatore. Una tipica strategia che alcuni pittori utilizzano per definire le caratteristiche di questa luce è la campitura. La campitura consiste nel dipingere una mano (o più mani) di un unico colore di fondo sulla tela appena comprata nel negozio o oppurtunamente preparata. Tpicamente la campitura va eseguita prima del disegno anche se non è raro veder artisti che lo fanno dopo.

Eseguire una campitura è semplice. Con un pennello largo si intinge nel colore prescelto (da non mischiare con il bianco) e si inizia a stendere sulla tela. Il colore deve essere un pò diluito con trementina in modo tale da accelerarne l'asciugatura. Dopo aver steso il colore con il pennello (non è importante coprire tutta la tela e nemmeno che lo strato di colore sia uniforme) bisogna prendere un tovagliolo di carta e con movimenti circolari stendere il colore già presente sulla tela. Questa procedura coprirà tutta la tela e  renderà il colore uniforme. Si lasci asciugare il colore.

La domanda da porsi a questo punto è: ma quale colore devo sceliere per la campitura?  Beh, esistono diverse scuole di pensiero. Ora cercherò di ilustrarne alcune.

Possibilità 1

La prima scuola di pensiero (che è anche la più semplice) vuole che il colore prescelto combaci con il colore dominante del dipinto. Ad esempio, se si dipinge un paesaggio con un grande cielo azzurro, allora questo colore verrà tilizzato per la campitura. Il tono dovrà essere una media dei toni che si intende utilizzare nel dipinto. Cioè se nel dipinto utilizzeremo 9 toni, allora utilizzeremo un tono pari a 5. E' preferibile anche ingrigire un pò il colore con un pò del complementare in modo da renderlo più neutro o prendere versioni del colore più neure (es. terra di siena bruciata come arancio).

Possibilità 2

Utilizzare il colore complementare del colore dominante e fare in modo che questo colore traspaia el dipinto. Questo approccio nel Rinascimento veniva ampiamente utilizzato nei ritratti. Il colore utilizzato veniva chiamato "Verdaccio" (un verde di tono medio e poco saturo). Infatti, il verde visualizzato attraverso il colore della pelle neutralizza la brillantezza eccessiva di quest'ultima rendendo il risultato finale più realistico. Il "verdaccio", però, è stato anche ampiamente utilizzato nella fase di studio tonale su campitura ocra.

Possibilità 3

Scegliere il colore in base alle condizioni atmosferiche, l'ora del giorno e la stagione da rappresentare nel dipinto. Questa tecnica, un pò più complessa è particolarmente adatta ai paesaggi. Innanzittutto si consideri il seguente spettro del colore dal Giallo al Rosso: Giallo, Giallo/Giallo Ocra, Giallo Ocra, Giallo Ocra/Arancio, Arancio, Arancio/Rosso, Rosso. Il mattino si può partire con un Giallo (evitare giallo limone). Giallo/Giallo Ocra o soltanto Giallo Ocra per la maggior parte del giorno. Man mano che l'ora del tramonto si avvicina si passa da Giallo Ocra/Arancio fino al Rosso.

Le condizioni atmosferiche alterano la situazione. Ad esempio se il soggetto è un paesaggio innevato la scelta del colore può variare a seconda se siamo in presenza di una sole caldo o di una giornata fredda e umida. Nel primo caso potrebbe andar bene un Giallo Ocra, nel secondo caso è meglio andare su colori molto freddi come il Viola. Se la giornata è piovosa o grigiastra si spenga il colore selezionato con un pò del suo complementare. Per la notte va bene un Arancio ingrigito con un pò del suo complementare.

Nella Marina al Tramonto, ad esempio, si vuole trasmettere un atmosfera al tramonto molto calda. Il sole è ancora alto quindi un Arancio è ottimo. Ovviamente la scelta è caduta sulla terra di siena bruciata che è un Arancio ma meno saturo, più scuro e allo stesso tempo caldo.

Chiudo questo post con un invito a tutti voi. Mi piacerebbe che questo blog diventasse più interattivo. Noto che il numero dei lettori del blog cresce sempre di più. Purtroppo i vostri interventi non sono altrettanto numerosi. Io penso che lo scambio di esperienze possa tornare utile a tutti noi. Quindi, non abbiate timore di dire la vostra. Il blog è a vostra completa disposizione.

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13/11/2006

Munsell Color System (parte V). Le Charts.

Come promesso vi riporto qui le munsell color charts. Questi colori possono variare a seconda della configurazione del monitor e se li stampate ci potrebbero essere ulteriori differenze. Ma questo non è un problema, come vedremo esse serviranno solo come un riferimento approssimativo.

Come già anticipato in un precedente post queste charts, così come sono, possono essere utilizzate solo per capire, approssimativamente, la posizione dei vari pigmenti. Ad esempio, un rosso di cadmio chiaro può occupare una posizione se è Maimeri, un'altra se è un Rembrant.

Conoscere la posizione approssimativa dei pigmenti può aiutarci a costruire delle chart semplificate utilizzando direttemente i pigmenti.

Infatti, pensare di creare delle charts con 100 colori (hue), 11 valori di tono e 20 di saturazione è una follia. Ad, esempio, questo pittore, per la saturazione, utilizza solo 4 valori.

E' chiaro, quindi, che possiamo creare delle charts con qualsiasi grado di approssimazione che desideriamo. Possiamo, ad esempio, decidere di usare solo 4 gradi di saturazione e solo 5 toni. Siamo noi che scegliamo quello che meglio si adatta alle nostre caratteristiche.

Per quel che mi riguarda, io ho stampato queste charts su fogli di carta per le fotografie digitali, il risultato è stato ottimo, la spesa un pò consistente (40 fogli A4 per foto digitali). 

2.5 R

5 R

7.5 R

10 R

2.5 YR

5 YR

7.5 YR

10 YR

2.5 Y

5 Y

7.5 Y

10 Y

2.5 GY

5 GY

7.5 GY

10 GY

2.5 G

5 G

7.5 G

10 G

2.5 BG

5 BG

7.5 BG

10 BG

2.5 B

5B

7.5 B

10 B

2.5 PB

5 PB

7.5 PB

10 PB

2.5 P

5 P

7.5 P

10 P

2.5 RP

5 RP

7.5 RP

10 RP

Osservate come queste charts contengono già delle semplificazioni rispetto a quelle di Munsell. Infatti, qui abbiamo proposto solo 40 charts (40 hue) anzichè tutti quelli proposti da Munsell.

23:45 Scritto in Teoria dei Colori | Link permanente | Commenti (1) | Manda | Tag: munsell charts, munsell, munsell theory

25/10/2006

Munsell Color System (parte IV). Saturazione.

Il termine saturazione (o croma) è quello che confonde di più gli artisti. Generalmente, con questo termine si intende il grado di brillantezza del colore e non va confuso con il tono che, invece, indica quanto chiaro o scuro è un colore. Da un punto di vista del sistema di Musell si può anche dire molto grossolanamente che la saturazione (o croma) indica la quantità di grigio in un colore.

La differenza fondamentale tra il sistema di Munsell e il sistema visto fino ad oggi (cioè quello che io volgarmente chiamo "dei complementari") è che per neutralizzare un colore non usiamo più il suo complementare, bensì il colore grigio (ottenuto mescolando bianco e nero) allo stesso valore (o tono).

Ad esempio, nel seguente albero di munsell il colore verde ha un tono pari a 5. Per neutralizzarlo (cioè desaturarlo) si usa il colore grigio allo stesso valore 5.

Il sistema di Munsell, come abbiamo visto, prevede esattamente 11 toni (9 toni di grigio + bianco e nero) e 100 hue (divisi nelle 10 categorie R, YR, Y, GY, G, BG, B, BP, P, PR), mentre il numero di variazioni di saturazione varia a seconda del colore (hue). Nei prossimi post pubblicherò delle chart realizzate al computer che vi aiuteranno a comprendere meglio questo sistema.

Purtroppo, le chart che pubblicherò non li potete usare così come sono per dipingere per due motivi:

1. Ci sono troppi colori e si rischia di diventare pazzi nel volerli imitare;

2. Quei colori sono realizzati al computer, quindi utilizzano la sintesi additiva anzichè quella sottrattiva.

Queste chart, però, ci possono aiutare a capire (mediante semplice confronto ad occhio) le posizioni dei vari pigmenti. Una volta che è nota la loro posizione diventa semplice realizzare delle chart semplificate molto più semplici da gestire,  

Ritornando al discorso sulla saturazione, è facile intuire che se un oggetto è di un colore verde simile a quello visto nell'albero di munsell di cui sopra, non si può usare la versione del colore desaturato per dipingere l'ombra come facevamo nel sistema dei complementari. Qui i meccanismi per ottenere i colori è leggermente diverso.

La prima osservazione che viene in mente osservando questo sistema di mistione è che certe combinazioni non sono ammissibili. Ad esempio, non si mischia un rosso di cadmio con un verde vescica. Ma non è detto che il colore risultante  non si possa ottenere mediante una mistione ammessa dal sistema.

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16/10/2006

Munsell Color System (parte III). Tono.

Nel sistema di Munsell un'altro parametro di grande importanza è il tono. Questo parametro, come ben sappiamo, indica il chiaro e scuro di un dato colore. Il sistema prevede 10 livelli di tono. Il tono 10 corrisponde al bianco, mentre il tono 0 è quello del nero (tipicamente l'artista usa il nero d'avorio che è possibile considerare alla stregua di un blue ... lo so vi sto confondendo ... ma pian piano capirete).

La prima cosa è quella di creare una scala di grigi utilizzando solo il bianco e nero. Questa scala occuperà l'asse centrale dell' albero di Munsell.

Tutti gli altri colori dell'albero possono avere un dato tono, cioè occupare una certa altezza nell'albero. Nella figura linkata sopra si nota come il colore verde viene desaturato mischiandolo con il colore grigio collocato alla stessa altezza nell'albero.


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11/10/2006

Munsell Color System (parte II). Hue.

Nel sistema di classificazione di Munsell i colori vengono chiamati attraverso una sigla del tipo PB8/7. Dove PB indica che il colore è un blu/viola (purple/blue), il suo tono è 8 e la sua cromaticità o saturazione è 7. I colori che conosciamo noi: terra di siena, giallo di cadmio e altri; possono essere classificati con una sigla di questo tipo. La costruzione di un albero di Munsell più o meno accurato può essere utile per comprendere come utilizzare questi pigmenti per ottenere le mistioni desiderate.

I colori ammessi nel sistema di Munsell sono: 

Yellow (Y), cioè Giallo

Red (R), cioè Rosso

Purple (P), cioè Viola

Blue (B), cioè Blu

Green (G), cioè Verde

si osservi che ci sono i tre colori primari più 2 secondari. Tra i secondari manca l'arancio. Il sistema, però ammette anche colori intermedi:

Yellow/Red (YR)

Red/Purple (RP)

Purple/Blu (PB)

Blu/Green (BG)

Ognuno di questi 10 colori (o hue) è a sua volta diviso in 10 parti, per un totale di 100 possibili colori (hue). Con questo non sto dicendo che tutti i colori dell'albero di Munsell sono 100, sto dicendo che un disco ad un dato tono ne ha 100.

Questa figura chiarisce la ripartizione. In questa figura trovate, ad esempio, i valori 0R, 1R, 2R, ..., 10R. E' importante tener presente che 0R è 10RP coincidono, così come per 10R e 0YR e così via.

Come già detto molti artisti hanno utilizzato il sistema di mistione dei colori di Munsell, anche se è facile immaginare che le loro chart di riferimento avevano un numero di hue molto più ridotto. Quindi per ora cercate di capire la teoria, poi vedremo le semplificazioni necessarie per metterle in pratica.

Ho conosciuto questo sistema leggendo i post su Wetcanvas di Michael Georges che ha imparato questa tecnica da Frank Covino che, a sua volta, l'ha imparata da Frank Reilly. Sul sito di Dough Higgins è possibile trovare gli appunti delle lezioni di Frank (dovete cliccare sul link Reilly Program). Questi appunti sono davvero preziosi, molte cose sono già state discusse su questo blog. Non escludo, in futuro, di riportare qui questi appunti per intero, ovviamente con delle personalizzazioni.

Aggiornamento 10/10/2006

Nella sezione Opere dei Lettori ho pubblicato i lavori di Cinzia Coratelli. Colgo l'occasione per ringraziarla e dirle che lei e le sue opere sono sempre benvenute su questo blog. 

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05/10/2006

Munsell Color System (parte I)

A partire da oggi, analizzeremo un altro sistema di mistione dei colori che avrà regole diverse rispetto a quello classico dei complementari (la cui discussione è tutt'altro che completata). Il sistema in questione si chiama Munsell Color System.  Alcuni artisti e illustratori (soprattutto americani) usano questo sistema perchè, secondo loro, fornisce un modo semplice e intuitivo di comprendere la teoria dei colori.

Ovviamente si tratta di un modello, cioè una rappresentazione della realtà, quindi non è verità assoluta. Questo sistema si basa sulla teoria di Albert Munsell, un pittore americano che fu l'ideatore del sistema ad inizio secolo.

Il sistema di Munsell cerca di riprodurre il famoso modello HSV basandosi, però, sulla percezione dell'occhio umano. Quindi non è un sistema matematico, bensì più un sistema intuitivo, diciamo adatto agli scopi di un artista.

Oggi il modello di Munsell viene utilizzato molto nell'industria, mentre nel mondo dell'arte vengono utilizzati sistemi semplificati, tra cui quello dell'illustratore Frank Reilly

Il sistema si basa sul fatto che il colore ha 3 caratteristiche: croma (o saturazione), tono e valore del colore (hue).

Fin qui sembra tutto uguale a quanto detto fino ad oggi, scopriremo che non è così. Nei prossimi post descriverò in dettaglio le 3 caratteristiche, come realizzare delle charts semplificate e come utilizzare il sistema nella pratica.

Un sistema tutto da sperimentare !!! 

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08/09/2006

Temperatura

Nei precedenti post ho spiegato chiaramente la natura tridimensionale del colore e come una sola ruota cromatica bidimensionale sia inadeguata a rappresentare lo spazio colorimetrico. Abbiamo analizzato in dettaglio le tre caratteristiche fondamentali del colore: valore (hue), tono e cromaticità (o saturazione); spiegando come variarle durante la mistione dei colori.

Lo spazio colorimetrico può essere visto come una sovrapposizione di ruote cromatiche ognuna avente colori di un certo tono.

Oggi vorrei parlarvi di un'altra caratteristica importante del colore: la temperatura. Lo so che molti di voi avranno letto quest'argomento migliaia di volte sui libri di pittura, per cui spero di non annoiarvi troppo.

La temperatura aiuta a creare profondità, movimento e anima in un dipinto. I colori caldi sono aggressivi, mentre i colori freddi sono passivi e tendono a recedere. La temperatura errata in un'area del dipinto ne disturba l'armonia, mentre un corretto contrato caldo/freddo può rendere piacevole il centro di interesse del vostro dipinto.

Arancio/Rosso sono i colori più caldi, ma mano che ci si allontana da loro sulla ruota i colori diventano più freddi, fino ad arrivare al Blu/Verde che sono quelli più freddi.

La temperatura dei colori, però, è un concetto relativo. Il colore che può apparire caldo in un dipinto, in un altro potrebbe apparire freddo. Così come se si prendono 4/5 tubetti di colore blu alcuni di essi appaiono più caldi (quelli più vicini al viola) rispetto agli altri (quelli più vicini al verde).

Esempio

Supponiamo di avere una casa rosso di cadmio in primo piano (magari sarà troppo acceso come colore, ma per il nostro esempio può andar bene). Se coloriamo in distanza un'altra casa utilizzando lo stesso colore è ovvio che quel rosso tenderà ad avanzare distruggendo la prospettiva aerea del dipinto.

Quando nei post precedenti vi proponevo le tecniche 1 (vedi in fondo) e 2 per realizzare la prospettiva aerea, è ovvio che si applicava , in ambo i casi, un raffreddamento delle tinte nei diversi gradi di distanza. 

PS

In questo periodo sono molto impegnato con il lavoro, mi scuso se non riesco ad aggiornare il blog come vorrei. Ho tanti argomenti di cui parlare e spesso scrivere articoli e tutorial di qualità richiede tempo. 

 

09:25 Scritto in Teoria dei Colori | Link permanente | Commenti (0) | Manda | Tag: temperatura colori

09/07/2006

Ancora sulla mistione dei colori ...

 medium_colormix.jpeg

Osservate questa immagine. E' lo schema di una roccia in mare. Di questa roccia distinguiamo alcune zone:

- zona colore locale: cioè la zona che assume il vero colore della roccia (supponiamo terra d'ombra bruciata).

- zona d'ombra: cioè quella non colpita dalla luce; il colore come sappiamo può essere ottenuto mischiando colore locale + complementare (terra d'ombra bruciata + blu oltremare).

- zona illuminata: cioè la zona colpita dai raggi solari; il colore si ottiene mischiano il colore locale + colore del sole (diciamo terra d'ombra bruciata + giallo ocra) .

- zona luce riflessa: i raggi solari oltre a sbattere sulla roccia sbattono su quella retrostante e, se essa è bagnata (come capita spesso in una marina), la luce viene riflessa; il colore dei raggi solari si mischia con quello della roccia grande che sta dietro e si sommerà al colore locale. Quindi colore zone luce riflessa = colore locale roccia grande + colore raggi sole + colore locale roccia. Se non ci sono altri oggetti dietro la roccia e questa è bagnata, è facile che rifletti la luce dell'atmosfera.

- zona superiore: una roccia bagnata a riva spesso viene bagnata dalle onde che su di essa si infrangono. La zona superiore, quindi, riflette parte del colore dell'atmosfera. 

Ma perchè dico tutto questo? Sto preparando uno studio di marina al tramonto ... e la spiegazione di tale lavoro (se riuscirò a trovare il tempo di completarlo) richiede alcuni post preparatori.

PS 1

Oggi nel parco della mia ragazza osservavo le piante (che spesso sono lucide in superficie) ed era evidente quanto colore del cielo (o atmosfera) esse riflettevano. Lo stesso accade con le rocce  bagnate dal mare.

PS 2

Questa è stata una settimana di duro lavoro e scrivere post è stato praticamente impossibile. Se di tanto in tanto non vedete dei post non preoccupatevi, in questi giorni sto lavorando per l'uscita di un nuovo prodotto per l'azienda per cui lavoro, quindi potete immaginare lo stress a cui sono sottoposto.

16:55 Scritto in Teoria dei Colori | Link permanente | Commenti (6) | Manda | Tag: mistione colori

21/06/2006

Sintesi additiva e sottrativa. Tavolozza virtuale.

Oggi volevo farvi leggere due semplici pagini web che parlano della sintesi additiva e sottrattiva.

Sintesi additiva

Sintesi sottrattiva

Così sarà più chiaro perchè sui computer i colori primari sono Rosso, Verde e Blu, mentre in pittura sono Blu, Giallo e Rosso.

Avete mai pensato se su un computer è possibile simulare la mistione dei colori? Sarebbe un bel vantaggio no? I problemi, però sono molti. Esistono forumule per la conversione dei colori da un modello ad un altro ma non bastano.

Software di questo tipo dovrebbero prendere in considerazione caratteristiche come la trasparenza, il potere mescolante. Spesso queste caratteristiche variano in base al brand.

A patto di accettare qualche approssimazione Wetcanvas fornisce una tavolozza virtuale molto interessante. Potete prendere i pigmenti in base al loro nome (terra di siena bruciata, ecc.) mescolarli tra loro e ottenere anche i complementari della mistione. Se mischiate un colore con se stesso è facile trovare poi il suo complementare.

Usate questo tool solo per divertirvi un pò, non pensate che si possa sostituire alla sperimentazione dal vivo. 

08:00 Scritto in Teoria dei Colori | Link permanente | Commenti (3) | Trackback (0) | Manda | Tag: tavolozza virtuale, mistione colori

19/06/2006

Esempio: prospettiva aerea.

In questo post abbiamo parlato di prospettiva aerea. In quest'altro abbiamo accennato alla tecnica di John E. Robinson. Ho preparato questo rapido esempio di applicazione dei principi di John Robinson (in realtà è uno studio di qualche anno fa quando agli albori dello studio cercavo di comprendere questi principi) nella speranza che vi possano essere utili.

L'immagine non è perfetta ma penso che sia sufficiene a farvi comprendere le idee basilari.

Ecco le idee che mi hanno guidato.

1. Ho deciso colore atmosfera=bianco + blu oltremare + pochissima terra bruciata. Ne ho preparato molto perchè mi serviva ovunque. Ho deciso che il colore della luce=ocra gialla + bianco. Ho usato poco il colore della luce, solo sulle rocce e forse questo è stato un errore da principiante.

2. Ho dipinto il cielo in modo che verso l'orizzonte fosse più chiaro. Anche il mare generalmente schiarisce e si desatura man man che si allontana. L'importante è che all'orizzonte il mare sia sempre più scuro e saturo rispetto al cielo. E' come se l'orizzonte del mare venisse prima dell'orizzonte del cielo.

3. Sul come colorare un'onda ci sarà un'articolo a parte. Il problema qui è dare l'aspetto di traslucenza. Il verde smeraldo è fondamentale. La base dell'onda è un verde più scuro=verde smeraldo + blu oltremare. Man mano che si va verso la parte traslucente è solo verde smeraldo e poi verde smeraldo più bianco. Mettere queste tre tinte l'una accanto all'altra senza sfumarle. Lo farete dopo con il pennello asciutto. Il colore della traslucenza va usato ance sopra l'onda. Qui ci sono i riflessi dell'atmosfera, ecco perchè ho dipinto righe di questo colore. La schiuma è bianca (qui andva aggiunta un pò di colore luce) mentre la parte in ombra data dal colore dell'atmosfera.

4. La roccia ha come colore locale la terra di siena bruciata. Quindi è ovvio che la parte in ombra si ottiene con blu oltremare (complementare del colore arancio) + terra di siena bruciata. La parte in luce l'ho ottenuta mischiando terra di siena bruciata + colore luce.

5. Per la roccia distante vale la stessa cosa ma ai colori bisogna aggiungere  il colore dell'atmosfera. Idem per quella ancora più distante.

That's all folks.

PS

Questa è la tecnica di John Robinson (anche se c'è molto altro da dire). Ovviamente i risultati sono lontani dalla sua bravura e ancora oggi vi garantisco che è lontana. Ma considerando che pochi giorni prima di quel dipinto ero veramente negato con le marine ... posso dire di aver fatto qualche progresso.

 

08:00 Scritto in Teoria dei Colori | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Manda | Tag: prospettiva aerea, marina

17/06/2006

I grigi

Se io vi chiedessi di mischiare due o tre colori per realizzare un grigio, che colori pensereste di utilizzare?

Il principiante direbbe sicuramente bianco e nero.

Molti artisti sconsigliano di utilizzare il bianco e nero per ottenere un grigio. Il problema con questa mistione non è dato dal fatto che il colore sia grigio o no, il problema è che esso difficilmente si armonizzerebbe con gli altri colori del dipinto.

Helen Van Wyk, ad esempio, utilizza il bianco e nero acrilico come studio tonale del dipinto. Lascia asciugare e poi ci dipinge sopra. Ma difficilmente utilizzerebbe la mistione citata sopra nella fase di colorazione.

Mescolando un rosso e verde si ottiene un bel colore neutro grigiastro molto più duttile e ricco di colore. Tipicamente la mistione di un secondario e primario gode di queste caratteristiche. Con più rosso si ha un grigio rossastro, mentre con più verde un grigio verdastro.

Stessa cosa vale per blu-arancio e giallo-viola. 

Coloristi pignoli con Don Jusko potrebbero obiettare dicendo che esistono pigmenti rossi che mischiati a pigmenti verdi danno un marrone più che un grigio. Ciò è vero ma per ora prendiamo per buona questa mia affermazione iniziale e se vi capita provate a mischiare vari pigmenti primari con i rispettivi complementari (che sono anche i secondari) e viceversa e osservate cosa accade. 

08:00 Scritto in Teoria dei Colori | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Manda | Tag: grigi, teria del colore

06/06/2006

Prospettiva Aerea


Nel seguente articolo abbiamo parlato di prospettiva lineare. Abbiamo visto che cosa si intende con i termini prospettiva centrale e prospettiva accidentale.

Abbiamo visto, inoltre,alcuni esempi di prospettiva in quest'altro post. L'argomento non si è esaurito e di molte altre cose bisogna discutere. Tuttavia, oggi voglio mettere da parte la prospettiva lineare e parlarvi della prospettiva aerea.

La prospettiva aerea, i cui studi furono iniziati soprattutto da Leonardo da Vinci, si fonda sulla scoperta che l'aria non è un mezzo del tutto trasparente, ma con l'aumentare della distanza dal punto di osservazione essa rende i contorni più sfumati, i colori sempre meno nitidi e la loro gamma tendente verso l'azzurro. Infatti Leonardo tende a distinguere ulteriormente una "prospettiva aerea" propriamente detta, in cui si applica lo sfumato a seconda della distanza degli oggetti raffigurati, da una "prospettiva del colore" che invece teorizza il cambiamento del colore delle cose in ragione della loro lontananza.

Secondo gli studi di ottica di Leonardo, inoltre, l'aria è più densa («una aria grossa più che le altre») quanto più è vicina al suolo, mentre diventa più trasparente con l'altezza. Quindi soprattutto gli elementi di paesaggio che si sviluppano in altezza, come le montagne, appaiono più nitidi nelle parti più alte.

«Adunque tu, pittore, quando fai le montagne, fa' che di colle in colle sempre le bassezze sieno più chiare che le altezze, e quanto vòi fare più lontana l'una dall'altra, fa' le bassezze più chiare; e quanto più si leverà in alto, più mostrerà la verità della forma e del colore»

manoscritto A, risalente al 1492 circa, foglio 98 recto

Capite ora perchè Bob Ross nei suoi paesaggi crea sempre un effetto più nebbioso verso la base delle montagne. Egli cerca solo di enfatizzare questo semplice principio.

Forse non ve ne siete resi conto ma il mese scorso, in questo esercizio, vi ho spiegato una prima tecnica per applicare la prospettiva aerea ad una scatola azzurra. La scatola blu ha tre lati visibili ognuno dipinto in base ad una logica ben precisa. Per rappresentare la stessa scatola in lontananza abbiamo schiarito le tre tinte (con bianco) per poi desaturarle con il complementare. Nei futuri post, però, vedremo un modo più semplice di realizzare la prospettiva aerea che ho appreso leggendo gli articoli di John E. Robinson e che in qualche misura, probabilmente, veniva utilizzata anche da Leonardo.

Intanto vi elenco le cose da ricordare quando si applica la prospettiva aerea.

Contrato di tono
Oggetti vicini hanno contrasti di tono più accentuati rispetto ad oggetti lontani.


Contrasto di colore
Come già detto il colore cambia al variare della distanza. Oggetti vicini presentano colori più brillanti rispetto a quelli lontani. Ad esempio, una montagna vicina può apparire verde, una in lontananza un colore verde che tende verso l'azzurro. Inoltre la temperatura dei colori di oggetti vicini è tipicamente più calda rispetto a quelli lontani.


Nitidezza Per dare un maggiore senso di profondità spesso si cerca di variare la nitidezza con cui si dipingono gli oggetti a diversi livelli di profondità. Generalmente, oggetti vicini sono più nitidi rispetto ad oggetti lontani.


Dettagli La cura dei dettagli va differenziata nei vari piani del dipinto. Nel primo piano gli oggetti sono ricchi di dettagli. Nei piani successivi questi dettagli vanno via via sfuamando.


PS
Ieri ho sperimentato la mia prima newsletter con la rubrica Un TIP a settimana. Chi vuole può iscriversi gratuitamente inserendo la propria email in alto a destra. Garantisco la massima serietà nell'utilizzo dei vostri indirizzi email. Non riceverete pubblicità, bensì solo la rubrica settimanale sopra citata ed eventuali future iniziative. In qualsiasi istante potete annullare la vostra iscrizione. Non sono ancora sicuro se vi arriverà la notifica via email del post giornaliero, dovrò verificare.

08:20 Scritto in Teoria dei Colori | Link permanente | Commenti (1) | Manda | Tag: prospettiva aerea

01/06/2006

Armonia dei colori


Quante volte avete sentito parlare di armonia in musica?

Sicuramente tante volte. I musicisti sanno che l'armonia è stata costruita nel passato con regole precise che derivano da principi fisici di acustica.

Quante volte vi è capitato di vedere un dipinto molto armonioso? Quante volte avete visto dipinti con colori stonati?

Beh penso tante volte entrambi le cose.

Ma in pittura ci sono regole che aiutano a realizzare un quadro armonioso?

In realtà, ci sono innumerevoli regole. I maestri spesso suggeriscono di usare pochi pigmenti.

Ma come fare a scegliere quelli giusti?
Un buon riferimento sono gli schemi armonici di cui voglio parlarvi in quest' articolo.

PS 1
Questo blog si fermerà per un paio di giorni. Poichè non lavorerò durante il ponte del 2 Giugno ho deciso di fare una piccola vacanza fuori casa, Il prossimo post lo troverete sempre su questo blog lunedì 5 Giugno.

PS 2 Ho attivato una newsletter con cui potete ricevere sulla vostra casella postale la notifica dei miei post, più qualche sorpresa di tanto in tanto sempre inerente alle tecniche pittoriche. Chi vuole può registrarsi gratuitamente.
Buon Divertimento!!!

08:00 Scritto in Teoria dei Colori | Link permanente | Commenti (6) | Trackback (0) | Manda | Tag: armonia colori, monocromatico, complementare, analogo, triadico, tetraedico

21/05/2006

Classificazione Pigmenti

Nei post precedenti abbiamo visto come in natura esistono solo 6 colori: giallo, rosso, blu, verde, viola, arancio.

Ovviamente a questi si aggiungono il bianco e nero (anche se qualcuno, a ragione, potrà sostenere che il bianco e il nero non esistono in natura).

A volte qualcuno afferma che un oggetto è di colore: marrone, beige, carne, etc.

Un artista che ha buona conoscenza della teoria dei colori dovrebbe sapere che in natura queste tinte non esistono, esse sono solo variazioni di tono, saturazione e croma (nei post precedenti lo chiamavamo valore del colore) dei colori citati sopra.

In commercio, però, esistono dei pigmenti dai nomi un pò curiosi: giallo cadmio chiaro, rosso carminio, terra di siena, ecc.

Iniziate ad abituarvi a questi nomi. Il problema è che per alcuni colori (es. terra di siena bruciata) è difficile capire a quale gamma dei 6 colori appartiene.

Un buon sistema è quello di michiare il colore con il bianco e verificare a quale delle 6 tinte si accosta.

Individuato la gamma di appartenenza è necessario conoscere il complementare (vedi post precedenti per capire a cosa serve il complementare). Un buon sistema è quello di iniziare a provare tinte che sono opposti nella ruota cromatica fino a trovare quella che, mischiata con il colore in oggetto, fornisce il colore più neutro possibile.

Con un pò di pazienza si arriva ad una classificazione cromatica di questo tipo (che per un altro pittore potrebbe essere leggermente diversa, visto che in pittura nulla è esatto al 100%).

 

Giallo

Giallo Cadmio Chiaro - tono: chiaro - saturazione: brillante - complementare: Crimisi Alzarina + Nero + Bianco
Giallo Ocra - tono: medio - saturazione: media - complementare: Crimisi Alzarina + Nero + Bianco
Terra d'ombra bruciata - tono: scuro - saturazione: neutro - complementare: Phtalo Blu + Bianco

 

Giallo-Arancio

Terra di Siena - tono: chiaro - saturazione: brillante - complementare: Crimisi Alzarina + Phtalo Blu + Nero + Bianco

 

Arancio

Arancio Cadmio - tono: chiaro - saturazione: brillante - complementare: Blu Phtalo + Nero + Bianco
Terra di Siena Bruciata - tono: scuro - saturazione: neutra - complementare: Blu Phtalo

 

Arancio-Rosso

Rosso

Rosso Cadmio Chiaro - tono: chiaro - saturazione: brillante - complementare: Verde Phtalo + Giallo Cadmio Chiaro
Rosso Veneziano - tono: medio - saturazione: media - complementare: Crimisi Alzarina + Phtalo Blu + Bianco + Nero

 

Rosso-Viola

Crimisi Alzarina - tono: scuro - saturazione: brillante - complementare: Verde Phtalo + Bianco

 

Viola

Viola-Blu

Blu

Blu Phtalo - tono: scuro - saturazione: brillante - complementare: Terra d'ombra bruciata

 

Blu-Verde

Verde

Verde Phtalo - tono: scuro - saturazione: brillante - complementare: Rosso Cadmio Chiaro

 

Verde-Giallo

Giallo-Verde Phtalo - tono: chiaro - saturazione: brillante - complementare: Crimisi Alzarina + Nero

 

Mancano molti altri pigmenti a questa classificazione che provvederò ad aggiungere di volta in volta. Nei successivi post analizzeremo più approfonditamente ciascun pigmento. Per ora potete provare a ripetere questo esercizio utilizzando un pigmento a scelta più il complementare (per le ombre) + bianco e nero avorio.

PS
Nei complementari compare il Bianco e Nero semplicemente perchè il suo tono deve essere ricondotto a quello del colore in oggetto.
Fonte: Color Mixing. The Van Wyk Way.

10:05 Scritto in Teoria dei Colori | Link permanente | Commenti (0) | Manda | Tag: Italian Blogs

13/05/2006

Osservazioni sui colori

In quest' articolo abbiamo iniziato a parlare di colore e abbiamo sottolineato la sua natura tridimensionale. Abbiamo visto, inoltre, che per comprendere il colore di un oggetto bisogna porsi sempre 4 domande:

1. Qual'è il colore dell'oggetto che sto osservando?
2. Qual'è la sua intensità?
3. Qual'è il suo tono?
4. Qual'è il valore del colore dell'oggetto che sto osservando?

In figura potete osservare un limone poggiato su un tavolo con uno sfondo neutro.

Avete 20 secondi per indovinare il colore del tavolo, del limone e dello sfondo.

20, 19, 18 ... avanti su ... 14, 13, 12 ... è difficile? ...5, 4, 3, 2, 1 STOP!!!

Se non vi siete posti le domande di sopra sicuramente avete risposto: il limone è giallo, il tavolo è marrone chiaro mentre lo sfondo è marrone scuro.

SBAGLIATO!!! Ancora una volta vi ripeto che il marrone non esiste in natura.

In natura esistono solo 6 colori: giallo, blu, rosso, verde, viola e arancio. Tutte le altre tinte sono variazioni di valore, tono e intensità (o saturazione) di quel colore.

Supponendo di ragionare con 3 toni (chiaro, medio e scuro) e tre valori di intensità (brillante, medio e opaco), allora possiamo effettuare le seguenti affermazioni.

Il limone è giallo, il suo tono è chiaro ed è brillante. Un pigmento che ha queste caratteristiche è il giallo di cadmio chiaro.
Il tavolo è arancio, il suo tono e intensità sono medi. Un pigmento che ha queste caratteristiche è la terra di siena.
Lo sfondo è giallo, il tono è scuro e l'intensità è opaca. Un pigmento che ha queste caratteristiche è la terra d'ombra bruciata.

In un successivo post elencheremo alcuni pigmenti, li categorizzeremo nelle 6 categorie dei colori naturali e per ciscuno di essi citeremo il colore complementare (molto utile per regolare l'intensità del colore).

10:05 Scritto in Teoria dei Colori | Link permanente | Commenti (0) | Manda | Tag: teoria colori, colori complementari, colori primari, colori secondari, dipingere

02/05/2006

Colori Primari, Secondari e Complementari

Come già visto, il colore è una grandezza tridimensionale e la sola ruota cromatica non è sufficiente a rappresentare tutto lo spazio colorimetrico. Tuttavia, per spiegare i concetti di colori primari, secondari e complementari, la sola ruota cromatica può bastarci visto che la tonalità (la grandezza che si sviluppa in verticale nello spazio colorimetrico) non ci interessa. In pittura si definiscono colori primari quelli che non si possono ottenere dalla mistione di altri colori. I colori primari sono giallo, blu e rosso. Si osservino i tre colori centrali nella seguente figura.

Mischiando due colori primari si ottengono i colori secondari.

giallo + rosso = arancio
giallo + blu = verde
rosso + blu = viola

La figura sopra riportata, mostra come ogni coppia di colori primari generi un colore secondario. Abbiamo quindi ottenuto i 6 colori fondamentali della nostra scala cromatica che, uniti al bianco e nero, sono gli unici colori disponibili in natura. Tutti gli altri colori non sono altro che una versione più o meno satura e più o meno chiara di questi colori. Si definisce colore complementare di un dato colore quello che gli è opposto nella ruota cromatica. Osservando la seguente figura è facile stabilire che:

- il colore complementare del giallo è il viola e viceversa;
- il colore complementare del rosso è il verde e viceversa;
- il colore complementare del blu è l'arancio e viceversa.


E' ovvio che, mantenendo lo stesso principio, il complementare di un giallo-arancio è un viola-blu. Il concetto di colore complementare è fondamentale in pittura e senza la sua conoscenza è impensabile riuscire a colorare, ad esempio, le ombre degli oggetti.

Ma perchè è così importante il concetto di colore complementare?

Attraverso il colore complementare è possibile controllare il grado di saturazione di un colore. Quindi, se ho un colore giallo cadmio (per intenderci un giallo limone) e voglio ottenere una versione meno brillante (perchè magari voglio dipingere la sabbia), mischio quel giallo con un pochino di viola. Se ho un oggetto rosso, come ad esempio una mela, dipingerò la parte in luce con quel colore, mentre per la parte in ombra mischierò quel color con un pò di verde. Tutto ciò è ovviamente molto semplificato per far capire al lettore l'importanza del colore complementare, più avanti approfondiremo questo discorso, perchè è leggermente più complesso.

09:55 Scritto in Teoria dei Colori | Link permanente | Commenti (0) | Manda | Tag: colori primari, colori secondari, colori terziari, ruota cromatica, mischiare colori

30/04/2006

Il Colore

In tutti i libri di disegno e pittura le prime pagine sono sempre riservate alla ruota cromatica, che viene utilizzata per spiegare alcuni concetti fondamentali come: colori primari, secondari, terziari, complementari ecc. Questi appunti di pittura non sorvoleranno questi argomenti, anzi cercheranno di affrontarli in un modo completamente diverso affiancando gli argomenti teorici con esempi pratici.

Il primo errore che si commette quando si rappresenta il concetto di colore con la ruota cromatica, è quello di pensare che esso sia una grandezza bidimensionale (non spaventatevi per questo termine, cercherò di essere più chiaro successivamente). In realtà la vera rappresentazione del colore è di natura tridimensionale, le cui tre dimensioni sono descritte dalle seguenti 3 caratteristiche: intensità o saturazione (saturation), tono (luminance), valore (hue). Chiamiamo questa ruota cromatica tridimensionale: spazio colorimetrico.

Con il termine saturazione intendiamo specificare il grado di brillantezza di un colore. Un colore molto saturo è un colore brillante, un colore poco saturo tende al grigiastro. Con il termine tono si intende il grado di luminosità di un colore, cioè il chiaroscuro. Infine, c’è il valore di un colore che può solo di 6 tipi: giallo, arancio, rosso, viola, blu, verde. Quando si osserva un tavolo si è portati subito a dire che il suo colore è marrone. SBAGLIATO!!! Il marrone non esiste in natura, così come non esiste il beige, il color carne. Con il termine marrone spesso noi indichiamo un colore giallo molto scuro e poco saturo