14/06/2008

Prospettiva a 3 Punti di Fuga


In questo post abbiamo iniziato a parlare di prospettiva. In quest'altro post abbiamo definito la linea dell'orizzonte e le linee di fuga. Poi abbiamo definito la prospettiva centrale con 1 punto di fuga e quella accidentale con 2 punti di fuga. Ora partiamo da quest'ultima per definire la prospettiva a 3 punti di fuga o a volo di uccello.

Partiamo da un solido visualizzato mediante la prospettiva accidentale (vedi Fig 1). Si osservi come i due punti di fuga RVP e LVP stiano entrambi sulla linea dell'orizzonte (Horizon). Ground Line è la base del piano prospettico su cui è proiettata l'intera scena vista dall'osservatore. Magari più avanti in un post definirò in maniera più approfondita questo concetto. SP è il Stationary Point cioè il punto dove è collocato l'osservatore.

Plan And Elevation Views
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A questo punto, immaginiamo che l'osservatore non stia più frontale allo spigolo dell'oggetto solido, bensì spostato più in alto. Le linee verticali dell'oggetto non appariranno più perfettamente verticali, bensì convergeranno verso un punto in basso che, per comodità, chiameremo Nadir. La Fig. 2 mostra un esempio.

3 pt Perspective Perspective Grid - Fig 2

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Se l'osservatore, anzichè spostarsi verso l'alto si sposta verso il basso, ecco che le linee verticali non convergeranno più verso il Nadir, bensì convergeranno verso un punto in alto che, per comodità, chiameremo Zenith. La Fig. 3 mostra un esempio.

3 pt Perspective Perspective Grid - Fig 3

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I punti chiamati Zenith e Nadir non sono altro che il terzo punto di fuga che si viene a creare quando oserviamo gli oggetti dall'alto o dal basso osservandoli da uno degli spigoli.

Quindi volendo disegnare un parallelopipedo (ad esempio un palazzo) in una prospettiva con 3 punti di fuga bisogna:

1. tracciare la line di orizzonte;

2. scegliere due punti di fuga su questa linea che chiameremo LVP e RVP;

3. Disegnare il lato in alto del parallelopipedo facendo convergere le linee verso LVP e RVP.

4. Introdurre un terzo punto di fuga in basso che chiameremo Nadir.

5. Partendo dagli spigoli del quadrilatero disegnato al passo 3 far convergere le linee verso questo nuovo punto di fuga.

6. Decidere a piacere l'altezza del parallelopipedo e da quel punto far partire le restanti linee prospettiche.

Il risultato è visibile nell Fig. 4


3 pt Perspective Perspective Grid - Fig 4

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Volendo aggiungere il gradino al parallelopipedo come in Fig. 2 osservate bene le Fig. 5, 6, 7, 8, 9, e 10 che mostrano come fare.

3 pt Perspective Perspective Grid - Fig 5

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3 pt Perspective Perspective Grid - Fig 6

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3 pt Perspective Perspective Grid - Fig 7


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3 pt Perspective - Fig 8

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Final 3 pt Perspective Construction - Fig 9

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Final 3 pt Perspective Construction - Fig 10

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E' possibile eseguire lo stesso esercizio in maniera analoga fissando il terzo punto di fuga allo Zenith.

 

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Prospettiva

Linea di Orizzonte e Punti di Fuga

Prospettiva centrale

Prospettiva accidentale

Paesaggio cittadino: esempio di prospettiva

Prospettiva delle nuvole

 

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16:30 Scritto in Disegno | Link permanente | Commenti (0) | Manda | Tag: prospettiva, prospettiva centrale, linea orizzonte, punti fuga, prospettiva accidentale, prospettiva 3 punti fuga

15/03/2008

Materiali per Disegno

Quando comprate un libro di disegno o pittura le prime pagine sono sempre dedicate ai materiali. Generalmente sono le pagine più ignorate e noiose. Tuttavia, penso che la conoscenza dei materiali sia fondamentale un ottenere buoni risultati sia nel disegno che nella pittura. Poichè non mi va di scrivere cose che già sono presenti su altri siti vi do qualche link.

Matite

Carta

La Gomma

Fissativo

Sanguigna 

 

Se conoscete altri link (in italiano) dove sono riportati spiegazioni sui materiali per disegno segnalateli pure, gli altri lettori del blog e io ne saremo felici :-))

10:40 Scritto in Disegno | Link permanente | Commenti (2) | Manda | Tag: materiali disegno

21/02/2007

Il mio Sketchbook

In questo post vi avevo parlato di sketchbook. Anche io ho comprato un pò di blocchetti e di tanto in tanto ho buttato giù qualche disegno preso da giornali, Internet o dalla realtà.

Ho completato il primo blocchetto. Alcuni scarabocchi di prova li ho buttati via altri li trovate qua.

Sono disegni semplici realizzati a penna rapidamente. Il mio obiettivo era disegnare in modo istintivo per abituare la mia mano al segno rapido e deciso. 

Create anche voi i vostri sketchbook e segnalateli in questo blog. Potrebbero essere fonte di ispirazione per altri lettori. Copiate tutto quello vi passa sotto gli occhi: scarpe, piante alberi, foto dai gionali, immagini prese da Internet. Create disegni rapidamente senza stare a pensarci troppo o a rifinirli fino ai dettagli più minuziosi. 

19:28 Scritto in Disegno | Link permanente | Commenti (0) | Manda | Tag: sketchbook

16/01/2007

SketchBook

Prima di diventare bravi pittori è necessario essere bravi disegnatori (se si fa arte figurativa). Conoscere la prospettiva e proporzioni delle cose è fondamentale per un pittore. Inizialmente possono sembrare delle regole che limitano la capacità di produrre arte, ma una volta imparate con la pratica si rispettano automaticamente. La pratica è molto ma molto importante. Un modo semplice per fare pratica è prendere un block notes, una penna o matita, andare a fare una passeggiata in un parco, in montagna o anche in città e fare schizzi veloci di ciò che si vede. Anche io ho comprato un block notes e delle penne colorate e ho iniziato ad appuntarmi le varie cose che vedo ogni giorno. In casa, sui giornali, per strada o al parco. E' molto divertente. Molti artisti su Internet pubblicano il loro block notes, come ad esempio l'artista Russell Stutler. Alcuni di essi utilizzano anche gli acquarelli o le matite acquerellabili nei loro disegni. Fra qualche giorno anche io inizierò a pubblicare i miei schizzetti e spero che anche voi vogliate mandarmi qualche lavoro così da riempire il block notes del blog.

23:00 Scritto in Disegno | Link permanente | Commenti (0) | Manda | Tag: block notes, schizzetti, disegni

03/10/2006

Punti e Aree focali

Quando uno spettatore guarderà il vostro dipinto percorrerà sulla tela diversi percorsi con i propri occhi. Avendo le giuste conoscenze è possibile guidarlo attraverso questi percorsi così come un navigatore satellitare ci guida tra le strade di una città di un paese che non conosciamo.

GUardate la seguente figura

Osservate il riquadro 1. L'occhio vaga senza punti di riferimento.

Nel riquadro 2 l'attenzione va subito sul puntino in basso a destra detto punto focale (o centro di interesse).

Nel riquadro 3, invece, il puntino più grosso in basso a destra avrà una precedenza maggiore rispetto al secondo puntino che, a sua volta, avrà precedenza maggiore rispetto a quello più piccolino. Le frecce indicano il percorso che compirà l'occhio dello spettatore.

Quindi in un dipinto ci possono essere anche più punti focali collegati tra loro attraverso un percorso (implicito o esplicito) in cui bisognerà definire un'ordine.

Un punto focale può essere anche una linea o un oggetto complesso o, addirittura, un'area.

Nel riquadro 4 l'occhio va dalla casa in basso a sinistra alla casa in alto a sinistra. Già in questo post avevamo elencato la bontà di replicare oggetti a diversa distanza. La strada indica esplicitamente il percorso, cioè aiuta l'occhio dello spettatore ad andare da un centro di interessa all'altro. La strada, però, è troppo dritta e l'occhio va troppo velocemente da un centro di interesse all'altro.

Nel riquadro 5 si riduce il problema del riquadro 4. La strada zigzagata consente un viaggio più lento allo spettatore che avrà anche il tempo di soffermarsi sull'albero tra le due case.

Un miglioramento del disegno precedente lo ritroviamo nel riquadro 6, dove la strada è collocata su piani diversi.

Ovviamente i riquadri 4, 5 e 6 sono solo un esempio di punti focali o aree focali collegati da percorsi impliciti o espliciti. 

09:19 Scritto in Disegno | Link permanente | Commenti (0) | Manda | Tag: centro interesse, punto focale, area focale, composizione

01/10/2006

Forma del supporto

medium_frame.JPG
"Realizzare un dipinto è come eseguire il dilitto perfetto, tutto deve essere pianificato nei minimi dettagli" 
Seurat
 
La frase di Seurat non è stata scelta a caso. Un dipinto ben eseguito è sempre il risultato di una serie decisioni prese dopo un'attenta valutazione.
 
L'arte è istinto ma spesso anche logica, una logica che l'artista deve usare affinchè l'osservatore subisca consciamente o inconsciamente gli stimoli che l'autore vuole dettargli.
 
Tra le scelte dell'artista sicuramente c'è la forma del supporto che ospiterà l'opera. Spesso diamo per scontato che la forma debba essere rettangolare. In commercio la maggior parte delle tele è rettangolare con dimensioni standard (40x50, 50x70, ecc.). I più esigenti creano da se i propri supporti dimensionando (a volte) il supporto in base alle regole auree (un pò come facevano gli artisti del passato).
 
La forma rettangolare può essere usata in due varianti: orizzontale e verticale. La prima usata spesso per i paesaggi mentre la seconda per i ritratti. Il motivo è semplice.
 
Quando i nostri occhi guardano un paesaggio (spesso apparenetemente sconfinato) il cono visuale è sempre più esteso in direzione orizzontale rispetto a quella verticale. Fateci caso, quando guardate qualcosa riuscite a vedere più da destra a sinistra che non da sopra a sotto.

Viceversa, nei ritratti o per la figura umana si usa la forma verticale perchè quest'ultima si sviluppa principalmente in senso verticale.

Il quadrato quasi mai è usato dagli artisti anche perchè l'eccessiva simmetria rende poi il soggetto troppo monotono. Il cerchio soffre dello stesso problema anche se qualche esempio d'uso si trova nella storia dell'arte.

Manco a farlo apposta uno dei miei dipinti preferiti è stato realizzato in un'area circolare. Qui la scelta del supporto si accompagna a un'adeguata composizione per raggiungere l'obiettivo che si è preposto l'artista.

Esistono poi i supporti ovali, usati raramente oggi forse un pò di più nel passato.

Volendo si può realizzare un dipinto in un'area circolare o ovale anche su un supporto rettangolare. Il trucco è di acquistare un foglio adesivo da cui va ritagliata l'area circolare o ovale. Si attacca il foglio sulla tela e si dipinge. Quando si finisce (anche se il colore non è secco) si rimuove il foglio. Lo spazio bianco che rimane si può coprire con un'opportuna cornice o si può decorare opportunamente.

In futuro proporrò qualche lavoro del genere. 

23:31 Scritto in Disegno | Link permanente | Commenti (1) | Manda | Tag: supporto dipinti

24/08/2006

Fotorealismo con matita e carboncino

Tempo fa ero convinto che un buon realismo si poteva ottenere solo con la pittura ad olio. Ma guardate i lavoro di questo disegnatore. Ingredient: matita, carboncino e poco altro.

Tempo dopo un amico mi ha dato il pdf di questo libro. Non ho mai saputo la proveninza. Conoscendolo l'ha scaricata da amule.

La lettura è stata molto illuminante. Le conoscenze che mi mancavano non erano di natura teorica, ma pratica. Mi mancavano tips e la capacità di maneggiare la matita in un certo modo.

Ad oggi, però, la mia abilità è ancora lontana da quel livello di realismo.

Tuttavia, quel libro mi ha dato lo stimolo a cercare altri spunti su matita e carboncino e ho scoperto una tecnica chiamata circulism. In pratica l'ombreggiatura avviene disegnando piccolissmi cerchi, sovrapponendo strati su strati di matita. Un lavoro molto lungo e laborioso.

Maggie Toggle ha usato questa tecnica con le matite colorate.

Nel forum Drawing & Sketching di Wetcanvas ci sono delle lezioni di disegno chiamate Basic 101. Tra queste lezioni ci sono le seguenti:

Basic 101: Class 33 Advanced Realistic Portraiture. Part One: the male subject.

Basic 101: Class 34 Female Realistic Portraiture.

dove trovate lezioni sulla tecnica circulism. Appena avrò familiarizzato di più con la tecnica ed ottenuto migliori risultati, cercherò di sintetizzare queste lezioni anche in italiano.

Per ulteriori ricerche vi consiglio google. C'è molto materiale al riguardo. 

18:35 Scritto in Disegno | Link permanente | Commenti (2) | Manda | Tag: circulism, disegno fotorealistico

19/08/2006

Prospettiva delle nuvole

In questo post abbiamo descritto i diversi tipi di nuvole. In questo blog abbiamo ampliamente parlato di prospettiva lineare sia centrale che accidentale. Tuttavia, abbiamo visto l'applicazione della prospettiva solo ad oggetti geometrici come case, cubi, e molto altro ancora.

I concetti di prospettiva sono applicabili, però, a qualsiasi elemento presente in natura: alberi, erba, piante, nuvole, ecc.

Qui vi mostrerò un esempio con le nuvole.

1. Disegniamo alcuni blocchi utilizzando le regole della prospettiva accidentale, come mostrato nella seguente figura. La sorgente della luce è frontale, in alto a sinistra.



2. Colorare i tre lati di ciascun bloggo utilizzando tre colori: zona luce, mezzotono, ombra. In tutte e tre le tinte ci deve essere il colore dell'atmosfera, cioè quello o quelli che utilizziamo per il cielo.



3. Rendiamo le nuvole meno geometriche confondendo un pò i margini.



4. Ricordatevi sempre che una nuvola proietta sempre un ombra sul suolo. La forma di quest'ombra, ovviamente, dipende anche dalla posizione del sole.

 

Attenzione!!!
Con questo post non voglio dire che ogni volta che dipingete le nuvole dovete eseguire questi passi, utilizzando forme geometriche. Ci mancherebbe. A volte le nuvole sono solo accennate. Quello che ho voluto mostrarvi è che anche elementi che in apparenza non sembrano soggetti alla prospettiva, in realtà lo sono.

Osservate quest' immagine e notate come anche le nuvole siano soggette alle regole dela prospettiva lineare.

10:05 Scritto in Disegno | Link permanente | Commenti (2) | Manda | Tag: prospettiva nuvole, dipingere nuvole

26/07/2006

Schema valori

Con questo post abbiamo iniziato una serie di studi preparatori che si concluderanno con la realizzazione di una marina al tramonto.

Supponiamo, quindi, che il soggetto da realizzare sia un paesaggio.

Uno degli aspetti fondamentali di qualsiasi dipinto, come già visto in numerosi post è lo studio tonale. Abbiamo visto come sia i pittori rinascimentali che quelli fiamminghi realizzavano sempre uno studio tonale del dipinto da realizzare.

La prima domanda che qualcuno potrebbe porsi è: ma in un dipinto quanti toni devo prevedere?

Sicuramente meno di 3 non ha senso. Il limite superiore è maggiormente opinabile e dipende molto dal gusto e dalla sensibilità del pittore. 

Il modello di Munsell, per esempio,  usa 11 toni di valori i cui estremi sono il bianco e il nero. In questo post non voglio parlare di questo modello, lo farò sicuramente in futuro in un altro post. Per esperienza personale, l'uso di 11 valori diversi è molto tedioso, per cui personalmente l'ho sempre considerato un limite superiore.

Quindi la mia scelta personale sui toni da usare varia da 3 a 11.

Abbiamo visto che un oggetto colpito da un'unica fonte di luce genera 5 toni. Il paesaggio è un tipico esempio di soggetto dove gli oggetti sono investiti da un' unica fonte di luce (il sole), per cui prevedere 5 toni può essere una scelta ragionevole.

Fatta questa scelta facciamo un ulteriore passo in avanti e definiamo lo schema dei valori. Questo schema è fondamentale perchè contribuisce a definire l'anima del dipinto. Attraverso questa scelta il pittore può decidere di realizzare un paesaggio drammatico, tranquillo, e così via.

Qualsiasi paesaggio si può semplificare individuando 3 zone principali: cielo, terra e centro di interesse.

Per ciascuna di queste zone possiamo definire 3 toni diversi (quindi dei 5 scelti ne usiamo 3 per definire lo schema generale). Non è difficile capire che le combinazioni possibili sono soltanto 6 e le potete vedere qui.

Nel primo riquadro il cielo è molto scuro e suggerisce una maggiore drammaticità e un senso di oppressione del cielo sulla terra. Viceversa, il secondo riquadro propone un soggetto più aeroso. Il cielo è chiaro e il centro di interesse contrasta molto con esso.

La definizione dello schema dei valori in un paesaggio può essere di grande aiuto al pittore e consente di realizzare un lavoro con maggiore cognizione di causa.

Ci tengo a precisare che non è detto che in ogni dipinto di paesaggio si deve per forza realizzare uno studio tonale preparatorio con i 3 toni di base. Il pittore può anche decidere di fare un piccolo schizzo su carta dei toni ed utilizzare poi questo come guida durante la fase di colorazione.

00:13 Scritto in Disegno | Link permanente | Commenti (6) | Manda | Tag: studio tonale, schema valori, chiaroscuro

23/07/2006

Oggetti trasparenti

In questo post abbiamo visto come una sfera (non trasparente)  sottoposta ad un'unica fonte di luce, genera cinque toni diversi. Questa regola può essere estesa ad altri oggetti di forma diversa (con qualche eccezione).

Ma cosa succede se l'oggetto in esame è trasparente?

Da un punto di vista tonale un oggetto trasparente soggetto ad un'unica fonte di luce genera solo 3 toni:

- zone max luce (highlight);

- luce riflessa;

- tono locale dello sfondo (o degli oggetti che fanno da sfondo).

Il tono, così come il colore, di un oggetto trasparente è influenzato dall'ambiente in cui l'oggetto è collocato e dal colore e toni degli oggetti che lo circondano. 

Consideriamo i due bicchieri in figura

Si osserva che, attraverso i due bicchieri, è visibile il colore e il tono dello sfondo. Nel bicchiere in fondo è visibile il tono e il colore del liquido in esso contenuto. Si vedono poi due riflessi principali su ambo i bicchieri, in alto a sinistra e in basso a destra.

La luce proveniente da una finestra posta sul lato sinistro, colpisce i due bicchieri in alto a sinistra, attraversa il bicchiere e colpisce la parte inferiore destra.

Durante quest'attraversamento, parte della luce viene riflessa in altri punti dei due bicchieri. 

Si osservi come parte del colore dell'atmosfera (colore azzurro) viene riflesso. 

Questa figura ci mostra cosa succede se cambiamo il colore dello sfondo in rosso. Idem se lo sfondo diventa verde. Osservate, inoltre, il colore verde riflesso sulla parte bassa del bicchiere.

Notate come l bicchiere più avanzato distorce la forma degli oggetti retrostanti. Questa è una costante di tutti gli oggetti trasparenti ed è tanto più accentuato quanto più è concavo o convesso il primo oggetto.

Nel dipingere seguite questa regola: considerando lo sfondo e ogni oggetto che circonda un oggetto riflettente osservate in quale punto esso riflette il suo colore. In quel punto utilizzerete il suo colore per dipingere il riflesso.

Osservate come anche il colore del liquido cambia in funzione dello sfondo.

Nella seguente figura è possibile osservare la versione con piatto rosso in acquarello. Qui, invece, c'è la versione con il piatto verde.

Nel dipingere si utilizzi lo stesso colore per dipingere nei vari soggetti del dipinto. Ad esempio, nel dipingere con il verde il piatto, si dipinga con lo stesso colore la parte che traspare dal bicchiere (lasciando lo spazio ai lati per i riflessi) e dipingere qua e là i riflessi verdi così come li vediamo nel nostro modello.

Dipingere un oggetto trasparente senza tener conto dell'ambiente e degli oggetti che lo circondano porterà al sicuro insuccesso. 

Fonte painting.about.com 

11:15 Scritto in Disegno | Link permanente | Commenti (0) | Manda | Tag: dipingere oggetti traspareti

14/06/2006

Simmetria dinamica

Nel suo libro Dynamic Symmetry Jay Hambige mostra l'uso della simmetria dinamica da parte dei Greci per la realizzazione di templi e vasi. Egli mostra come la sezione aurea e la spirale logaritmica (spirale costruita attraverso il collegamento dei vertici dei rettangoli aurei) sia stata ampliamente usata nei secoli scorsi dagli artisti.

Per avere un'idea di cosa sto parlando, date un'occhiata qui a come si costruisce un rettangolo aureo e la spirale logaritmica (in parte già visto in un altro mio post). Non serve l'inglese per comprendere questa costruzione, i disegni sono esplicativi.

Fatto ciò guardate l'uso della sezione aurea e della spirale aurea nei dipinti dei grandi maestri (saltate i primi 3 link).

Personalmente su alcuni dipinti ritengo che ci sia una forzatura. Sappiamo come spesso la gente ama vedere nei quadri anche quello che non c'è, tuttavia su alcuni ritengo che la spirale combaci perfettamente e che il nodo della spirale coincide con il centro di interesse.

Per verificare quanto detto guardate la foto senza spirale e prestate attenzione a dove si ferma l'occhio dopo qualche secondo. L'occhio tende a viaggiare nel quadro fino a focalizzare il centro di interesse che, su alcune di queste opere, coincide con il nodo della spirale. 


08:00 Scritto in Disegno | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Manda | Tag: spirale logaritmica, sezione aurea, rettangolo aureo

23/05/2006

Sezione Aurea

In questo post abbiamo visto che un buon modo per ripartizionare un foglio o piano di disegno è il seguente.

In realtà questa ripartizione non è altro che una versione semplificata della sezione aurea su cui ho preparato il seguente articolo.

Un buon approccio compositivo potrebbe essere quello di avere un foglio i cui lati siano in rapporto aureo tra loro. Cioè se un lato misura X l'altro dovrà misurare X*PHI.

Chi ha letto il Codice da Vinci o visto il film, al di là dei contenuti religiosi su cui non mi pronuncio, probabilmente avrà sentito parlare di questo numero che vale 1,618. Chi non lo ha letto può leggere lo stralcio che ci interessa qui.

Supponiamo di avere un foglio di altezza 50 cm. Per avere un foglio aureo, la sua larghezza dovrà essere 50cm*1,618=80,9cm.

Una volta ottenuto un foglio (o tela) dalle misure auree, si deve procedere alla ripartizione.

Prima di tutto, si deve decidere in quale angolo piazzare il centro di interesse. Supponiamo di volerlo piazzare in alto a sinistra.

80.9cm - 50cm=30.9 cm

Si tracci una linea verticale che congiunge i due lati lunghi all'altezza di 30.9 cm.

50 cm/1,618=30.9 cm

50 cm-30.9 cm=19,1 cm

Si tracci una linea orizzontale che congiunge i due lati corti all'altezza di 19.1 cm.

Nel punto O bisognerà piazzare quindi il centro di interesse del nostro dipinto.

Il centro di interesse è la zona che contiene la parte più importante del dipinto. Il fine ultimo dello spettatore è quello di concentrarsi su questo punto arrivandoci pian piano con lo sguardo attraverso linee compositive opportunamente studiate. Generalmente questo punto è ricco di contrasti e dettagli. Nessun altra zona del dipinto dovrà competere con esso.

PS
La ripartizione aurea si può fare anche su fogli con i lati non in rapporto aureo. Giusto per intenderci, la tela della Vergine delle Rocce ha i lati in rapporto aureo tra loro, la Mona Lisa no. Nonostante ciò, nel più famoso ritratto di tutti i tempi la sezione aurea è stata comunque utilizzata.

09:00 Scritto in Disegno | Link permanente | Commenti (0) | Manda | Tag: Italian Blogs

20/05/2006

Semplici regole di Composizione

Navigando sulla rete ho trovato questo tutorial che enuncia alcune semplici regole di composizione. Per composizione si intende la capacità di riuscire ad organizzare tutti gli elementi da ritrarre in modo tale che agli occhi dell'osservatore possano apparire il più gradevole possibile. A volte è sufficiente avere un pò di buon gusto, tuttavia alcune semplici regole non guastano.

Regola 1
Non collocare mai la linea di orizzonte al centro del foglio. Un buon stratagemma potrebbe essere quello di dividere il foglio come mostrato in questa slide e piazzare la linea di orizzonte ad 1/3 o 2/3 del foglio.

Regola 2
Posizionare l'oggetto più importante (o dominante) nel centro di interesse del dipinto. Ripartizionando il foglio come mostrato nella Regola 1, l'oggetto dominante lo si può posizionare in uno dei 4 punti di intersezioni delle linee (quelli con le stelle rosse).

Regola 3
Un'altro modo per partizionare lo spazio è l'utilizzo della sezione aurea che spiegheremo meglio nei prossimi post.

Regola 4
Non posizionare gli oggetti centralmente (sia orizzontale che verticale) del foglio. Vedi la seguente slide.

Regola 5
Non creare due o più oggetti dominanti in contrasto tra loro.

Regola 6
Fare in modo che un quadro sia bilanciato. Un buon modo per creare bilanciamento in un quadro è l'aggiunta di un elemento ripetitivo di più piccole dimensioni.

Regola 7
Aggiungere contrasti (tono, colore, forma, etc.) nel centro di interesse. In successivi post approfondiremo questo tema.

Regola 8
Disegnare oggetti in movimento in modo tale che abbiano molto spazio davanti a loro.

Regola 9
Guidare gli occhi dell'osservatore verso l'interno del dipinto. Evitare che essi vengato direzionati verso l'esterno. Bloccare l'uscita dello sguardo con l'aggiunta di oggetti che lo riportino verso l'interno del dipinto.

Regola 10
Guidare gli occhi dell'osservatore verso il centro di interesse.

Regola 11
In una composizione, se tutti gli oggetti sono staccati tra loro, competono tutti per ottenere l'attenzione dell'osservatore. Collegare gli oggetti tra loro mediante sovrapposizioni aiuta a creare un migliore composizione.

Regola 12
Evitare l'uso di forme simmetriche come rettangoli, triangoli, cerchi e quadrati. Si utilizzino, invece, forme meno simmetriche.

08:00 Scritto in Disegno | Link permanente | Commenti (3) | Manda | Tag: Italian Blogs

19/05/2006

Paesaggio Cittadino: esempio di prospettiva


In quest'articolo riportiamo un paesaggio cittadino eseguito da John Hagan step by step. Al di là di tutti i principi teorici penso che da solo questo esempio illustri tutta la teoria che si cela dietro la prospettiva accidentale (ossia la prospettiva con due punti di fuga).

Altri esempi di prospettiva accidentale

Stanza

Lettere

Aggiornamento 19/05/2006
Stamattina ho trovato in edicola il Codice Atlantico di Da Vinci. E' uscito ieri il primo volume con un quotidiano. Non dovrei fare pubblicità, ma volevo segnalarvelo comunque perchè è ben fatto. Nella prima parte ci sono le tavole (illegibili). Nella seconda parte ci sono le trascrizioni. Sinceramente ho ancora qualche dubbio se comprarlo oppure no. Ho il timore che poi rimanga sepolto da qualche parte (cosa che fortunatamente non è accaduta con il Trattato di PIttura). Vi segnalo, inoltre, quest'altro libro molto ben fatto.

10:30 Scritto in Disegno | Link permanente | Commenti (4) | Manda | Tag: Italian Blogs

17/05/2006

Prospettiva Accidentale

Completiamo l'articolo sulla prospettiva lineare parlando anche della prospettiva accidentale.

Tuttavia, il discorso sulla prospettiva lineare non si esaurisce qui. Ci sono molti temi da discutere ancora: piani inclinati, linee equidistanti etc.

Analizzeremo anche prospettive con 3, 4, 5 fino a 6 punti di fuga. Temi che è difficile trovare sui comuni libri di disegno.

Spesso i pittori moderni considerano la prospettiva come qualcosa di antico. Io non condivido tale visione.

Picasso prima di diventare un precursore del movimento cubista e dei soggetti osservati da più punti di vista è stato soprattutto un abile pittore. Lui stesso raccontava che all'età di 18 anni la sua tecnica era talmente raffinata che ormai aveva bisogno di esplorare strade diverse.

Questo blog non parlerà solo di arte figurativa, ho in mente una serie di post anche sulla pittura cubista, futurista, pop, surrealista etc. Ovviamente invito anche i lettori di questo blog a suggerire temi, proporre articoli o links.

11:17 Scritto in Disegno | Link permanente | Commenti (2) | Manda | Tag: Italian Blogs

15/05/2006

Chiaroscuro. Tecnica di Lee Hammond.

In quest'articolo abbiamo visto che un'unica fonte di luce, quando colpisce un oggetto (es. sfera) genera 5 toni.

In quest'articolo analizzeremo la tecnica di Lee Hammond, gli strumenti di lavoro e come disegnare una sfera esposta ad una fonte luminosa.

Fonte http://monologues.co.uk/Portraits/Index.html

10:23 Scritto in Disegno | Link permanente | Commenti (0) | Manda | Tag: Italian Blogs

14/05/2006

Prospettiva Centrale

Continua il nostro articolo sulla prospettiva lineare. Oggi parliamo di prospettiva centrale, ossia la prospettiva che utilizza un solo punto di fuga.

15:56 Scritto in Disegno | Link permanente | Commenti (0) | Manda | Tag: Italian Blogs

09/05/2006

Linea di Orizzonte e Punti di Fuga

Continuiamo con la prospettiva lineare approfondendo due concetti molto importanti come: la linea di orizzonte e i punti di fuga. In questo articolo trovate la traduzione in italiano riadattata del testo di 2D Design Notes dedicato alla prospettiva lineare.

In post successivi approfondiremo la prospettiva centrale e quella accidentale. Vedremo anche alcuni esempi molto interessanti dell'artista John Hagan.

10:55 Scritto in Disegno | Link permanente | Commenti (0) | Manda | Tag: prospettiva, prospettiva accidentale, prospettiva frontale, punti fuga, linea orizzonte

07/05/2006

Prospettiva

Nell'arte, Prospettiva è un termine che indica genericamente ogni sistema di rappresentazione dello spazio che la sensibilità dei vari momenti del gusto o dei vari artisti ha impiegato nelle diverse epoche.

Soltanto nel XV secolo e XVI secolo la cultura umanistica occidentale ha determinato la coincidenza del gusto estetico con una visione razionalistica in senso matematico che ha dominato l'arte moderna e che solo all'inizio del Novecento si è dissolta davanti alle scuole di avanguardia (cubismo, futurismo, ecc.).

Soprattutto al Filippo Brunelleschi va il merito della prima vera ricerca per determinare rigorosamente le leggi che regolano la prospettiva; il riflesso della sua opera si coglie nel lavoro di Tommaso Masaccio e degli altri seguaci, e dimostra che la conquista delle leggi della prospettiva fosse oramai cosa fatta dalla prima metà del XV secolo: fra i più grandi maestri della prospettiva quattrocentesca, si ricordano Piero della Francesca e Mezzolo da Forlì, esperto in particolare della prospettiva "da sotto in su", perciò detta anche, da alcuni, prospettiva melozziana.

La prospettiva si può dividere in tre categorie (come sosteneva anche Leonardo nel suo Trattato di Pittura):

- prospettiva lineare: traduce graficamente l'effetto di riduzione scalare degli oggetti determinato dalla distanza;

- prospettiva aerea: riproduce gli effetti dell'atmosfera e della luce sempre in relazione alla crescente distanza, come ad esempio la variazione di colore apparente nelle montagne viste da lontano;

- prospettiva delle forme: si basa sul fatto che gli oggetti distanti sembrano più piccoli e meno definiti rispetto a quelli vicini

Nei post che seguiranno approfondiremo questi tre temi e il lettore che le apprenderà, trarrà enormi benefici nelle sue opere.

Fonte parte iniziale: Wikipedia 

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05/05/2006

Studio Tonale (o Chiaroscuro)


In quest'articolo ci concentreremo su una delle caratteristiche principali del colore: il tono.

Con un qualsiasi colore + bianco è possibile eseguire il chiaroscuro di qualsiasi oggetto. Questo conferirà al disegno o dipinto un maggior senso di tridimensionalità.

I pittori del Rinascimento dopo una prima fase di Imprimitura della tela, erano soliti eseguire uno studio tonale del dipinto con un colore molto prossimo alla terra di siena.

Buona lettura!!!

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