10/05/2006

Leonardo: principi di pittura

Alcuni lettori potrebbero trovare questo articolo noioso perchè non entra nei dettagli particolari di tecniche pittoriche, tuttavia io ne suggerisco la lettura perchè molte delle frasi di Leonardo riportate qui hanno cambiato la mia visione della pittura, facendomi capire che se è vero che la pratica è lo strumento attraverso cui un artista perfeziona la sua tecnica, questa sarà sempre di scarso livello se non è accompagnata da un profondo studio della teoria.

 

 

Il principio della scienza della pittura è il punto, il secondo è la linea, il terzo è la superficie, il quarto è il corpo che si veste di tal superficie; e questo è quanto a quello che si finge, cioè esso corpo che si finge, Perchè invero la pittura non si estende più oltre che la superficie, per la quale si finge il corpo figura di qualunque cosa evidente.
Leonardo, Trattato della Pittura

 

Questo è il primo principio della pittura formulato da Leonardo nel suo Trattato della Pittura. Egli enuncia i quattro elementi cardini su cui si basa la scienza della pittura: il punto, la linea e la superficie e il volume. La prima volta che ho letto questa frase mi ha colpito l'ultima parte in cui dice: "perchè invero la pittura non si estende più oltre che la superficie". Questo perchè mi ha fatto pensare ad una grande difficoltà che il pittore deve affrontare ogni giorno, cioè il dover rappresentare realtà tridimensionali su oggetti bidimensionali (tele, fogli, ecc.).

Il secondo principio della pittura è l'ombra del corpo, che per lei si finge, e di questa ombra daremo i principi, e con quelli procederemo nell'insculpire la predetta superficie.
Leonardo, Trattato della Pittura

 

Leonardo pone i riflettori su un altro aspetto fondamentale della pittura: le ombre. Leonardo nel suo trattato evidenzia più volte che un pittore per considerarsi tale non può non conoscere la teoria delle ombre, grazie alla quale le figure riportate sulla tela acquistano forma e volume.

 

Lo studio de' giovani, i quali desiderano di professionarsi nelle scienze imitatrici di tutte le figure delle opere di natura, dev'essere circa il disegno accompagnato dalle ombre e lumi convenienti al sito dove tali figure sono collocate.
Leonardo, Trattato della Pittura
Molti sono gli uomini che hanno desiderio ed amore al disegno, ma non disposizione, e questo sarà conosciuto ne' putti, i quali sono senza diligenza, e mai finiscono con ombre le loro cose.
Leonardo, Trattato della Pittura

 

Riassumendo quanto detto finora gli elementi cardini su cui Leonardo fonda la scienza della pittura sono quattro e sono: punto, linea, superficie, volume; a questa poi bisogna aggiungere la teoria delle ombre senza la quale qualsiasi opera sarebbe di scarso risultato.

 

Dividesi la pittura in due parti principali, delle quali la prima è figura, cioè la linea che distingue la figura de' corpi e loro particole; la seconda è il colore contenuto da essi termini.
Leonardo, Trattato della Pittura
Le parti della pittura sono cinque, cioè: superficie, figura, colore, ombra e lume, propinquità e remozione, o vuoi dire accrescimento e diminuzione, che sono le sue prospettive.
Leonardo, Trattato della Pittura

 

Queste due frasi sembrano essere in contrasto tra loro, in realtà la seconda ingloba la prima. Quindi Leonardo scompone la scienza della pittura in 5 parti principali: superficie, figura, teoria dei colori, teoria delle ombre e prospettiva.

 

La figura de' corpi si divide in due altre parti, cioè: proporzionalità delle parti infra loro, le quali sieno corrispondenti al tutto, e movimento appropriato all'accidente mentale della cosa viva che si muove.
Leonardo, Trattato della Pittura

 

Nel rappresentare la figura di un corpo bisogna tenere in grande considerazione due aspetti molto importanti: la proporzionalità e il movimento. La conoscenza delle proporzioni e dei movimenti delle entità da ritrarre è sempre stato oggetto di studio di grandi pittori come Leonardo e Michelangelo. Basta ricordare, ad esempio, il tempo che loro dedicavano allo studio dell'anatomia umana per aver maggior coscienza delle figure umane che ritraevano nelle loro opere.

 

La proporzione delle membra si divide in due altre parti, cioè: qualità e moto. Per qualità s'intende, oltre alle misure corrispondenti al tutto, che tu non mischi le membra de' giovani con quelle dei vecchi, nè quelle de' grassi con quelle de' magri, nè le membra leggiadre con le inette; ed oltre di questo, che tu non faccia a' maschi membra femminili. Per moto s'intende che le attitudini ovvero movimenti de' vecchi non sieno fatti con quella medesima vivacità che si converrebbe a quelli de' giovani; nè anche i movimenti d'un piccolo fanciullo sieno fatti come quelli d'un giovane, e quelli della femmina come quelli del maschio.
Leonardo, Trattato della Pittura

 

Nello studio delle proporzioni del soggetto da ritrarre Leonardo pone l'attenzione su due aspetti molto importanti: qualità e moto. Come lui stesso spiega per qualità si intende il rispetto tra le varie misure del soggetto (es. in un individuo adulto in genere la lunghezza delle spalle è pari a 2 volte la lunghezza della testa) e l'evitare di mischiare le membra dei giovani con quelli dei vecchi, quelle dei grassi con quelle dei magri e così via (es. la lunghezza delle spalle di un bambino non è pari a 2 volte la lunghezza della testa, bensì è pari proprio alla misura di quest'ultima). Per moto si intende, invece, le gesta che i soggetti compiono in un componimento. Ad esempio non avrebbe senso ritrarre un vecchio con gesti vivaci come quelli di un ragazzino.

 

La prospettiva, la quale si estende nella pittura, si divide in tre parti principali, delle quali la prima è della diminuzione che fanno le quantità de' corpi in diverse distanze; la seconda parte è quella che tratta della diminuzione de' colori di tali corpi; la terza è quella che diminuisce la notizia delle figure e de' termini che hanno essi corpi in varie distanze.
Leonardo, Trattato della Pittura

 

Già in precedenza abbiamo visto che tra i 5 rami fondamentali della pittura c'è la prospettiva che Leonardo scompone in 3 ulteriori rami: prospettiva lineare, dei colori e delle forme. La prima riguarda la diminuzione delle dimensioni dei corpi all'aumentare della distanza, la seconda tratta della diminuzione dell'intensità dei colori all'aumentare delle distanze e la terza riguarda le forme che diventano meno definite con l'aumentare della distanza.

La seguente figura mostra uno schema che sintetizza quanto detto in questo articolo.


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12:10 Scritto in Grandi Maestri | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: leonardo da vinci, leonardo, pittura, dipingere



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